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lunedì 23 maggio, 14:57

Sale si sale no che facciamo?

uno studio pubblicato sul Journal of American Medical Association potrebbe creare qualche confusione



Sale si sale no che facciamo?

Uno studio, pubblicato il 4 maggio 2011 sul Journal of American Medical Association (JAMA), afferma che le diete a basso contenuto di sale aumentano il rischio di malattie cardiocircolatorie.

La sorprendente scoperta è stata fatta da ricercatori europei che hanno seguito un campione di 3.681 uomini e donne per circa otto anni.

Lo studio afferma che persone con più bassi livelli di sodio nelle urine all'inizio dello studio avevano un rischio del 56% più alto di morire di malattie cardiovascolari rispetto alle persone con più alti livelli di sodio.

Eppure, lo studio ha diversi punti deboli.

Le dimensioni del campione che è meno di 4.000 persone e 84 morti a causa di malattie cardiovascolari, dati che sono considerati poco rappresentativi e non possono giustificare le conclusioni dello studio.

Inoltre, i risultati dello studio sono in contrasto con una moltitudine di altri studi condotti negli ultimi 25 anni che dimostrano un rapporto chiaro e diretto tra assunzione di sale e l’ipertensione e il rischio di malattie cardiovascolari.

Dice il dottor Walter Willett, presidente del Dipartimento di Nutrizione alla Harvard School of Public Health "Questo studio non deve influenzare raccomandazioni circa l'assunzione di sodio in alcun modo. "

Lo studio presenterebbe molti punti deboli che andrebbero chiariti e migliorati prima(metodologia, campione ecc) che si possa affermare che è davvero attendibile ciò che si dichiara.

Ad esempio poiché il 90% degli americani sviluppa ipertensione arteriosa ad un certo punto della vita quindi ridurre l’apporto di sodio nella dieta è davvero importante.

Ormai ci sono molte tecniche per rendere sapidi gli alimenti pur riducendo l’uso di sale.

Il 75% del consumo di sodio per gli americani deriva da alimenti trasformati e conservati e non dall’aggiunta di sale alle pietanze, questo dettaglio ha fatto informare e coinvolgere la FDA per regolamentare e ridurre la quantità di sale e sodio consentiti negli alimenti trasformati e conservati.

Val Didi



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Categoria: News


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